Hilkhot Talmud Torah – Capitolo 1: L’obbligo di studiare, insegnare e onorare la Torah
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Lezione tenuta da Rav Shaikevitz
Con questo capitolo iniziano le Hilkhot Talmud Torah, le leggi dello studio della Torah.
Questa sezione si estende per sette capitoli e comprende due mitzvot fondamentali:
- La mitzvah di studiare la Torah
- La mitzvah di onorare coloro che insegnano e conoscono la Torah
Il primo capitolo affronta tre temi principali:
- L’obbligo dello studio della Torah
- L’obbligo di insegnare la Torah
- Come organizzare e dividere il tempo dello studio
Chi è obbligato allo studio della Torah
La prima halakhah stabilisce chi è esente dall’obbligo formale di studiare Torah.
Sono esenti:
- Le donne
- Gli schiavi
- I bambini sotto l’età di Bar Mitzvah
Il motivo riguardo alle donne deriva dal versetto:
“Le insegnerete ai vostri figli”
I Maestri interpretano questo versetto come riferito ai figli maschi, non alle figlie. Poiché non esiste un obbligo di insegnare Torah alle figlie, esse non hanno l’obbligo formale di studiarla.
I bambini sotto i tredici anni non sono ancora obbligati nelle mitzvot; praticano solo per educazione e abitudine, ma non per obbligo formale.
L’obbligo del padre di insegnare al figlio
Sebbene il figlio non sia ancora obbligato, il padre ha l’obbligo di insegnargli la Torah, come afferma il versetto:
“Le insegnerete ai vostri figli”
Questo obbligo non dipende dall’età del figlio.
La madre invece non ha questo obbligo, perché chi non è obbligato a studiare non è obbligato a insegnare.
Insegnare ai figli, ai nipoti e agli studenti
Il Rambam insegna che l’obbligo di insegnare non si limita al figlio.
Una persona deve insegnare:
- Al proprio figlio
- Al figlio del figlio (il nipote)
La Torah dice infatti:
“Le insegnerai ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli”
Ma l’obbligo si estende ancora di più.
Ogni Chacham, ogni persona che conosce la Torah, ha l’obbligo di insegnarla a chiunque ne abbia bisogno.
Nel versetto:
“Veshinantam levanecha”
la Torah orale spiega che “figli” significa anche allievi.
Per questo troviamo l’espressione:
“I figli dei profeti”
che indica gli allievi dei profeti.
La precedenza nell’insegnamento
Se bisogna insegnare a molte persone, esiste un ordine di priorità:
- Il proprio figlio
- Il figlio del figlio
- Tutti gli altri studenti
Inoltre esiste una differenza pratica:
Per insegnare al proprio figlio, il padre deve anche pagare un insegnante, se necessario.
Per insegnare agli altri, invece, non esiste questo obbligo economico.
Studiare anche se non si è ricevuta un’educazione
Il Rambam afferma un principio importante:
Anche chi non ha ricevuto un’educazione alla Torah da bambino è comunque obbligato a studiarla quando diventa adulto.
La Torah dice:
“Le studierete e le metterete in pratica”
Il Rambam sottolinea che lo studio è ancora più fondamentale della pratica, perché senza studio non si può sapere come agire.
Chi ha precedenza nello studio: padre o figlio?
Se sia il padre sia il figlio devono studiare Torah e il tempo è limitato, chi ha precedenza?
La regola è:
Il padre ha precedenza sul figlio.
Questo perché studiare personalmente ha precedenza rispetto all’insegnare a qualcun altro.
Tuttavia, se il figlio è più dotato e più capace nello studio, allora il padre deve investire nello studio del figlio.
In questo caso, aiutare il figlio a studiare è considerato come partecipare allo studio stesso.
Studiare o sposarsi prima?
Il Rambam stabilisce una regola generale:
Prima si studia Torah e poi ci si sposa.
Il matrimonio porta responsabilità e preoccupazioni che possono distrarre dallo studio.
Esiste però un’eccezione.
Se una persona sente che il proprio istinto è troppo forte e questo impedisce la concentrazione nello studio, allora deve prima sposarsi e poi studiare.
Quando iniziare a insegnare ai bambini
Il padre deve iniziare a insegnare al figlio quando il bambino inizia a parlare.
In quel momento gli insegna:
- I primi versetti della Torah
- Lo Shema
- Altri versetti adatti alla sua capacità
Questo continua fino ai sei o sette anni, quando il bambino viene affidato a un insegnante.
Il pagamento per l’insegnamento
Per quanto riguarda l’insegnamento esiste una distinzione tra:
Torah scritta
e
Torah orale
Per la Torah scritta si segue l’uso locale: se è consuetudine pagare un insegnante, è permesso farlo.
Per la Torah orale, invece, originariamente non era permesso ricevere pagamento.
Moshe disse:
“Così come Hashem mi ha insegnato gratuitamente, così io insegno a voi gratuitamente.”
Perché oggi si paga per insegnare Torah
Col tempo è diventato impossibile per gli insegnanti vivere senza compenso.
Per questo motivo oggi è permesso pagare anche per l’insegnamento della Torah orale.
Se nessuno è disposto a insegnare gratuitamente, si applica il versetto:
“Emet kene” – Compra la verità.
La Torah è verità, e se necessario si può pagare per studiarla.
Ma il versetto continua:
“Ve’al timkor” – Non venderla.
Questo significa che anche se hai pagato per studiare, non devi trasformare l’insegnamento della Torah in una merce.
L’obbligo universale di studiare Torah
Ogni ebreo è obbligato a studiare Torah:
- ricco o povero
- sano o malato
- giovane o anziano
- anche chi vive di elemosina
Il versetto dice:
“La mediterai giorno e notte.”
Lo studio della Torah è un obbligo che non dipende dalla condizione sociale o economica.
Gli esempi dei grandi Maestri
Il Rambam ricorda che molti grandi Maestri di Israele svolgevano lavori umili:
- tagliatori di legna
- portatori d’acqua
- persino persone cieche
Eppure studiavano Torah giorno e notte e facevano parte della catena di trasmissione che parte da Moshe Rabbenu.
Fino a quando bisogna studiare Torah
Il Rambam risponde in modo diretto:
Fino al giorno della morte.
Il versetto dice:
“Tutti i giorni della tua vita.”
Se una persona smette di studiare e di ripassare, inevitabilmente dimenticherà ciò che ha imparato.
Come dividere lo studio della Torah
Lo studio deve essere diviso in tre parti:
- Torah scritta
- Torah orale (le halakhot e le conclusioni)
- Talmud (i ragionamenti che portano alle conclusioni)
Non si tratta necessariamente di una divisione perfetta del tempo, ma di energie e attenzione.
L’importanza del ragionamento
La terza parte dello studio consiste nel comprendere il processo logico che porta alle conclusioni halakhiche.
Questo permette di:
- applicare i principi a nuovi casi
- comprendere il sistema della Torah
- sviluppare il pensiero halakhico
Il Rambam include in questa categoria anche il Pardes, cioè lo studio dei fondamenti spirituali della realtà.
Come applicare questa divisione
All’inizio dello studio bisogna dedicare tempo a tutte e tre le parti.
Quando però una persona acquisisce una buona conoscenza della Torah scritta e delle halakhot pratiche, il suo studio si concentra soprattutto sulla terza parte: il ragionamento talmudico.
Le prime due parti devono comunque essere ripassate periodicamente per non dimenticarle.
Lo studio della Torah per le donne
Anche se le donne sono esenti dall’obbligo, se studiano Torah ricevono comunque una ricompensa.
Tuttavia la ricompensa è minore rispetto a quella dell’uomo, perché l’uomo studia per obbligo mentre la donna non è obbligata.
I Maestri tradizionalmente sconsigliavano di insegnare la Torah orale alle figlie, temendo che potesse essere trattata con superficialità.
Questo principio riguardava soprattutto la Torah orale.
L’evoluzione della pratica nel mondo moderno
Molti Maestri delle generazioni recenti hanno sottolineato che la situazione è cambiata.
Oggi è importante insegnare Torah anche alle figlie affinché possano:
- conoscere correttamente la tradizione
- comprendere i valori della Torah
- non essere influenzate da idee opposte alla visione ebraica
Conclusione
Il Rambam apre le leggi dello studio della Torah con un messaggio chiaro:
- La Torah deve essere insegnata
- Deve essere studiata continuamente
- Deve essere trasmessa di generazione in generazione
E soprattutto:
Lo studio della Torah accompagna l’ebreo per tutta la vita.
Non è solo una disciplina intellettuale, ma il fondamento della vita spirituale e della continuità del popolo ebraico.
