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19 Kislev: Festa della Liberazione

Lubavitch News

Nel 1798 il primo Rebbe di Chabad era stato condattato a morte, il 19 di Kislev è stato liberato, questo giorno è diventato un giorno di festa per i suoi discepoli.

La capacità del Rabbino Schneur Zalman di spiegare la Kabbalà, che costituisce i concetti più profondi e più difficili della Torà, persino alle persone meno erudite, e il grande seguito che come conseguenza ebbe intorno a sé gli provocarono l'invidia e l'ostilità di un gran numero di studiosi ebrei. Nella speranza di impedirgli di continuare il suo lavoro, essi lo denunciarono come un traditore del governo dello zar ed egli fu arrestato, imprigionato e condannato a morte.

Una delle accuse fu che egli inviava denaro ai Turchi per aiutarli contro i Russi, mentre, in effetti, egli inviava carità ai poveri d’Eretz Israel, allora sotto l'Impero Ottomano.

Dopo un lungo processo, durante il quale fu chiamato a dover spiegare i profondi concetti cabbalistici ai suoi inquisitori russi, e con l'aiuto delle preghiere dei suoi correligionari, il Rabbino Shneur Zalman fu liberato dalla prigionia il 19 Kislev 5559.

L'inchiesta sulle accuse contro il Rabbino Shneur Zalman fu condotta da una speciale commissione del Concilio segreto Sovietico («Tainy Soviet»). Il quartier generale di quest'ultimo era situato in zona diversa da quella in cui si trovava il prigioniero.

Oltre all'esame del materiale del caso, la commissione convocò personalmente e ripetutamente al suo cospetto il prigioniero che era prelevato dalla fortezza Pietro-Paolo e traghettato attraverso il fiume Neva. A questo proposito, il defunto Rabbino Lubavitcher, Rabbino Joseph Isaac Schneersohn, racconta il seguente episodio:

«Una notte, mentre il Rebbe era traghettato attraverso il fiume, chìese all'ufficiale che lo accompagnava di fermare la barca al fine di permettergli di recitare la preghiera di santificazione della luna nuova. Allorché l'ufficiale respinse la richiesta, la barca si fermò improvvisamente ed il Rabbino recitò il primo verso del Salmo 148, che inizia con l'invito a tutte le creature di lodare il Signore, di lodarLo dal cielo, di lodarLo nei luoghi eccelsi.

La barca quindi riprese a muoversi. Il Rabbino rinnovò la richiesta all'ufficiale di servizio di fermare la barca, perché gli fosse permesso di recitare il resto del Salmo.

Essendosi convinto che il suo prigioniero era un sant'uomo, l'ufficiale accettò di fermare la barca a condizione che il Rabbino gli avesse dato una benedizione. Il Rebbe scrisse una benedizione su un pezzo di carta e la dette all'ufficiale. Questi arrestò la barca e il Rabbino recitò la preghiera.

L'ufficiale fu in seguito promosso ed ascese ad un alto rango. Visse fino ad età matura con onori e ricchezze. Custodì con amore la nota che aveva ricevuto dal Rabbino e che preservò sotto vetro in una cornice dorata.

L'eminente Hassid Dov Zeev di Yekaterinoslav raccontò di aver avuto occasione di vedere la nota del Rebbe, allora in possesso del figlio dell'ufficiale».

Quando il defunto Rebbe Lubavitcher narrò questa storia, aggiunse di averla sentita per la prima volta quand'era giovanetto e di essersi chiesto, meravigliato, perché fu necessario al Rebbe di chiedere all'ufficiale di fermare la barca una seconda volta dal momento che egli avrebbe potuto completare la preghiera sin da quando la barca si fermò per la prima volta. Tuttavia quando crebbe - continua il racconto del Rabbino Joseph Isaac - ed approfondì le sue conoscenze nel campo degli insegnamenti hassidici, comprese che i precetti Divini devono realizzarsi nell'ordine naturale delle cose, e non attraverso miracoli soprannaturali. Ecco perché il Rebbe agi nella maniera in cui si comportò. Ma che un sacro manoscritto, scritto dalla mano stessa del Rebbe, dovesse cadere nelle mani di uno straniero questo è uno dei misteri della Divina Provvidenza, concluse il Rabbino Joseph Isaac.

Oggi Ebrei di tutto il mondo festeggiano il 19 di Kislev, quale riconoscimento dei benefici ricevuti attraverso l'educazione hassidica.

Tale data è ricordata con grande gioia come il Rosh Hashanà del Hassidismo, giaccbé con la sua liberazione il Rebbe ricevette il permesso dello zar di continuare a diffondere gli insegnamenti hassidici nei più lontani orizzonti. Da allora la filosofia del Rabbino Shneur Zalman, basata sui principi del Baal Shem Tov, di amare il proprio simile e di servire D-o con gioia, riscontrò un’accettazione sempre maggiore.

Pubblicato venerdì 4 dicembre 2009 alle 06:31:24

 
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