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logo chabad text black 25/10/2026
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comunita

Rosh Hashanah a Modica: una casa aperta, ventinove persone attorno alla stessa tavola

In una Sicilia dove oggi la presenza ebraica è numericamente ridotta e spesso dispersa sul territorio, Rosh Hashanah ha riunito quest'anno a Modica ventinove persone attorno alla stessa tavola.

L'idea è nata dal desiderio di creare un'occasione di incontro in una realtà nella quale, per molti, la vita ebraica viene vissuta prevalentemente in modo individuale.

«In questo particolare momento storico, molti di noi sentono ancora più forte il desiderio di ritrovarsi e stare insieme», si legge nella testimonianza inviata a Chabad Italia. «A volte non ci si conosce nemmeno, eppure si avverte subito quel legame profondo che ci unisce: l'appartenenza allo stesso popolo, una storia condivisa e tradizioni che continuano a vivere, anche lontano dai luoghi in cui sono nate.»

Da qui la decisione di celebrare insieme Rosh Hashanah aprendo una casa privata a Modica.

«Abbiamo deciso di aprire le porte di casa nostra a Modica e di metterla a disposizione per questa occasione così importante e carica di significato. Con l'avvicinarsi della festa, la lista degli invitati si allungava sempre di più.»

Anche i preparativi sono diventati parte del racconto: diverse pietanze cucinate per la festa, una grande tavolata apparecchiata nel cortile, lucine e decorazioni e persino alcuni addobbi preparati dalla figlia più piccola della famiglia.

Poi, poco alla volta, sono cominciati gli arrivi.

«C'erano persone che avevano affrontato lunghi viaggi pur di essere presenti, arrivando alcuni da Catania, paesi etnei e addirittura Taormina. C'era un pezzo della nostra famiglia israeliana arrivata dal Portogallo e persino una famiglia australiana, che si trovava sull'isola proprio nei giorni della festa.»

Il gruppo era molto eterogeneo: israeliani che vivono stabilmente in Sicilia e altri di passaggio, famiglie miste, italiani interessati alla cultura ebraica, persone impegnate in un percorso di conversione e amici desiderosi di conoscere e condividere la festa.

Alla fine erano ventinove persone, riunite da percorsi e provenienze differenti.

Ognuno aveva portato qualcosa da mangiare, contribuendo alla tavola comune. Ma nel racconto degli organizzatori l'elemento centrale non sono i piatti preparati.

«Al di là dei piatti che riempivano la tavola, ciò che tutti avevano portato con sé era soprattutto la voglia di esserci, di incontrarsi e di celebrare insieme.»

La serata è iniziata con l'accoglienza dello Shabbat ed è poi proseguita con la preghiera e la cena.

Il significato dell'incontro emerge soprattutto considerando il contesto della vita ebraica sull'isola.

«Per molti ebrei che vivono in Sicilia, la vita ebraica si svolge prevalentemente in modo individuale, lontano da una comunità organizzata e da occasioni regolari di incontro. È una realtà diversa da quella delle città più grandi della diaspora, dove sono spesso presenti comunità ebraiche attive e strutturate.»

Rosh Hashanah ha così permesso, almeno per una sera, di accorciare quelle distanze e creare uno spazio comune.

«Per una sera, la nostra casa è diventata molto più di un luogo in cui festeggiare: è diventata uno spazio di incontro, condivisione e appartenenza.»

È forse proprio questa immagine, più di qualsiasi considerazione ulteriore, a raccontare ciò che è accaduto a Modica: una casa privata, una tavola preparata per la festa e persone disposte anche a percorrere molti chilometri pur di celebrare Rosh Hashanah insieme.

La testimonianza si conclude con parole che conserviamo nella loro forma originale:

«Perché, a volte, basta una tavola apparecchiata, una casa aperta e il desiderio di stare insieme per sentirsi, ancora una volta, parte di una stessa famiglia.»

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