Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato!
@
|
La storia che segue è stata raccontata da Rabbi Yosef Yitzchak “YY” Jacobson, uno dei più autorevoli e seguiti oratori del mondo ebraico contemporaneo, conosciuto a livello internazionale per le sue lezioni di Torah, Chassidut e storia ebraica, diffuse attraverso conferenze e video seguiti da decine di migliaia di persone in tutto il mondo.
Rabbi Jacobson ha condiviso questo racconto come testimonianza diretta, ricevuta personalmente dal rabbino e dal protagonista degli eventi.
“Questa non è una storia di seconda mano, terza mano, quarta mano”,
“La persona a cui è successa me l’ha raccontata personalmente”.
Che una vicenda di tale forza emerga oggi dal Ghetto di Roma, attraverso l’attività della Casa Chabad guidata da Rav Aharon Michal Canaruto, conferisce a questo luogo un significato che va ben oltre i confini locali.
Da uno dei ghetti più antichi d’Europa, una storia di Chanukkà è diventata fonte di ispirazione per il pubblico ebraico internazionale, riportando l’attenzione del mondo su Roma, sulla sua memoria e sulla sua rinascita ebraica.
Un anno fa, Rav Aharon Michal Canaruto, ebreo italiano cresciuto a Roma, è diventato shaliach di Chabad nel ghetto della città.
Ha aperto una Casa Chabad in un edificio di 500 anni, nel cuore del vecchio ghetto.
“È il vecchio ghetto di Roma, se conoscete la storia degli ebrei a Roma”, racconta Rabbi Jacobson.
In poco tempo, quel luogo è diventato un centro vivo di preghiera, studio, programmi educativi, sociali e per i giovani, frequentato da residenti e da molti visitatori.
Durante Chanukkà, entra nella Casa Chabad un uomo di 90 anni.
Alla domanda se avesse mai celebrato il Bar Mitzvà, risponde di no.
Non aveva mai messo i tefillin.
Con lui arriva un altro uomo, Gabriele, di 86 anni.
Anche lui non aveva mai fatto il Bar Mitzvà.
“Così fanno due Bar Mitzvà”, racconta Rabbi Jacobson,
“uno di 90 anni e uno di 86 anni”.
È il quinto giorno di Chanukkà.
Tallìt, tefillin, Shemà Israel.
Entrambi ricevono un’aliyà alla Torah.
“Mi ha mandato un video di loro che danzano con il Sefer Torah”, dice Rabbi Jacobson.
“È come se un’anima uscisse da un altro mondo”.
Entrambi sono sopravvissuti alla Shoah.
Arriva Zot Chanukkà, l’ultima sera della festa.
Viene organizzata un’accensione pubblica davanti alla Casa Chabad.
All’inizio ci sono poche persone. Poi, improvvisamente, la piazza si riempie.
E tra la folla appare Gabriele, l’uomo di 86 anni che aveva appena celebrato il suo Bar Mitzvà.
Il rabbino lo invita ad accendere la chanukkià.
“Vogliamo dargli l’onore di accendere l’ultima luce di Chanukkà qui, davanti alla Casa Chabad nel ghetto di Roma”, racconta Rabbi Jacobson.
Gabriele accende tutte e otto le candele.
“Siamo nel ghetto di Roma”, dice il rabbino alla folla.
“Da qui gli ebrei venivano deportati e assassinati. E oggi la chanukkià brucia. La nostra luce brucia”.
Solo dopo l’accensione, Gabriele si avvicina al rabbino e gli rivela qualcosa che nessuno conosceva.
“Quando i nazisti entrarono nel ghetto di Roma”, racconta Rabbi Jacobson riportando le sue parole,
“c’erano due bambini ebrei, un fratellino e una sorellina, molto piccoli”.
I due bambini giocavano per strada, ignari del pericolo.
Un soldato nazista li afferra e li trascina via per ucciderli.
Passano davanti a una latteria, gestita da un italiano non ebreo.
Il proprietario vede la scena e agisce d’istinto.
“Inizia a gridare: vi cerco da ore! Vostra madre è terrorizzata!”
Corre, schiaffeggia la bambina e finge che siano suoi figli.
Il soldato chiede:
“Sono tuoi figli?”
“Sì”.
“Il nazista si scusa”, racconta Rabbi Jacobson.
“Dice: pensavo fossero bambini ebrei”.
Li lascia andare.
Il lattaio salva loro la vita.
Gabriele conclude dicendo al rabbino:
“Il posto dove ho acceso la chanukkià è esattamente il luogo dove fui salvato 82 anni fa”.
“E la tua Casa Chabad è l’ex latteria da cui quell’uomo uscì per salvarci”.
Nel luogo dove un tempo si tentò di spegnere la vita ebraica, oggi si accende una chanukkià.
Nel ghetto di Roma, la luce di Chanukkà continua a brillare — e questa volta, il mondo intero la sta guardando.
Il racconto completo di questa storia è stato condiviso direttamente da Rabbi Yosef Yitzchak “YY” Jacobson nel suo intervento pubblico.
Nel video seguente è possibile ascoltare le sue parole integrali, da cui sono tratte le citazioni riportate in questo articolo.
▶️ Guarda il video completo su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=bbx6r1uMpug&t=43s
Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato!
@
Iscriviti alla newsletter per essere sempre aggiornato!
@
Hai ricevuto una mail di benvenuto all'indirizzo: