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Leggi e usi di Tisha BeAv

Il digiuno di Tishà Be-Av, insieme a quello di Yom Kippùr, è il più rigoroso. In essi si applicano molte regole e dura venticinque ore.

Dal mezzogiorno dell’8 di Av fino al termine di Tishà Be-Av si omette di studiare la Torà – tranne qualche passo che riguarda la distruzione del Tempio o altri avvenimenti tristi – e non si leggono i Tehillìm.
 
Il giorno di Tishà Be-Av, tutti gli ebrei adulti hanno l’obbligo di digiunare: i maschi a partire dai tredici anni di età, mentre le femmine dai dodici anni in poi. Maschi con meno di dodici anni e femmine con meno di undici non possono effettuare il digiuno completo. 
 
Donne in stato interessante e che allattano devono digiunare. Coloro che non sono in perfette condizioni di salute è bene che si rivolgano a un’autorità rabbinica, che li istruirà sul corretto comportamento da tenere. 
 
Prima del digiuno è uso mangiare un pasto mentre si è seduti per terra, composto da pane, uova sode e acqua. C’è l’uso di intingere il pane e l’uovo nella cenere. Tre uomini non possono mangiare insieme per non dover dire la Birkhàt Hamazòn e lo Zimmùn.
 
Il digiuno ha inizio al crepuscolo dell’8 di Av e termina l’indomani sera.
 
E’ proibito lavarsi: al mattino, quando ci si alza,  è possibile lavarsi le mani nel modo tradizionale, versando l’acqua alternativamente per tre volte ma, in questo particolare giorno, non è consentito bagnarle fino al polso, dovendosi limitare alle prime falangi delle dita. Se le mani si sporcano, è consentito ripulirle ma sempre limitandosi alle dita. Non è permesso lavarsi i denti o la bocca.
 
E’ vietato calzare scarpe di cuoio, ma è consentito indossare scarpe di gomma, di tela, di legno o di altra materia. Se questi tipi di scarpe rendono impossibile camminare per la strada, si potranno calzare scarpe di cuoio, togliendole non appena si è rincasati.
 
Durante Tishà Be-Av non ci si saluta e non si fanno gli auguri, Se uno viene salutato e, non rispondendo, rischia di offendere l’altra, persona può rispondere con un cenno della testa oppure a voce bassa.
 
Ci si astiene dall’avere rapporti sessuali con il coniuge.  Non si applicano creme o unguenti.
 
Fino al mezzogiorno del 9 di Av, è vietato sedersi su una sedia o una panchina: è permesso sedere a terra o su uno sgabello basso.
 
La sera si legge il libro di Echà (Lamentazioni). Il mattino seguente, si recitano le kinòt e si prega senza indossare il tallìt e i tefillìn ( si deve indossare come di consueto il tallìt katàn),; questi vengono, invece, indossati dopo mezzogiorno, prima di Minchà.
 
Non si dice Tachanùn.
 
Dopo mezzogiorno, se è neccessario, è possibile recarsi al lavoro.
 
Basato su un'articolo del Lubavitch News, adattato ed espanso da Rav Menachem Lazar.

Pubblicato lunedì 8 agosto 2011 alle 06:41:59

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