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15 di Av - Una lezione di amore incondizionato

La Mishnà afferma: “ Non c'era festa più grande in Israele del 15 di Av e di Yom Kippur”. Il Talmùd riporta diverse ragioni per cui il 15 di Av è una festa che supera le altre.

Eccole:
 
1) E’ il giorno in cui le tribù ottennero il permesso di riunirsi . Precedentemente, a causa delle leggi sull'eredità, a una donna che ereditava le proprietà del padre era proibito sposarsi al di fuori della sua tribù. Il 15 di Av, questa legge venne abolita.
 
2) E’ il giorno in cui alla tribù di Binyamìn fu permesso di entrare a far parte della comunità. A causa di un'amara controversia fra Binyamìn e le altre tribù, quest'ultime fecero un giuramento, che prevedeva che le loro figlie non si sarebbero sposate con i beniaminiti. La divisione fra le tribù cessò il 15 di Av.
 
3) La generazione che lasciò l'Egitto era condannata a morire per il peccato degli esploratori. Durante i quarant’anni di soggiorno nel deserto, molti di loro furono destinati a morire il 9 di Av. Nel quarantesimo anno, giunto il 9 di Av, tutti rimasero vivi. Pensando di essersi sbagliati nelle date, gli ebrei attesero fino al 15 di Av. Quando videro che la morte non li aveva colpiti, capirono che il decreto dei quarant'anni era giunto a termine, e dunque celebrarono il 15 di Av come festività.
 
4) E’ il giorno in cui Hoshèa ben Elah rimosse le guardie che Yeravàm ben Nevàt aveva posto nelle strade, in modo che Israele non potesse fare il suo pellegrinaggio a Yerushalàyim nelle feste . Dopo la morte di re Shlomò, Yeravàm ben Nevàt guidò una rivolta e, dividendo in due il regno, governò su dieci delle tribù (il regno d'Israele) mentre il figlio di re Shlomò governò le altre due (il regno di Giuda). Il popolo ebraico comunque, aveva l'abitudine di fare un pellegrinaggio al Bet Hamikdàsh che si trovava a Yerushalàyim nel regno di Giuda. Per timore che, a causa di questi pellegrinaggi, il popolo lo abbandonasse e ritornasse a Giuda, Yeravàm istituì l'adorazione di idoli nel suo regno, e mise posti di guardia nelle strade per evitare che gli ebrei si recassero a Yerushalàyim. Il re d'Israele, Hoshèa ben Elah, rimosse queste guardie, permettendo al popolo di fare il pellegrinaggio a Yerushalàyim.
 
5) E’ il giorno in cui fu concessa la sepoltura dei morti. Betàr fu una delle ultime città prese dai romani nella conquista della Terra Santa. Quando finalmente cadde, i romani non permisero la sepoltura delle sue centinaia di migliaia di caduti. Il 15 di Av gli ebrei poterono seppellire i loro morti.
 
6) E’ il giorno in cui gli ebrei terminarono di tagliare il legno per l'altare . Il legno per l’altare veniva solitamente tagliato durante l’estate. Poiché dal 15 di Av il sole diminuisce, la quantità di umidità nel legno aumenta. Questo lo rende inadatto all'uso dell'altare perché:
a) produrrebbe più fumo 
b) l'umidità porta i vermi, i vermi infestano il legno e lo rendono non idoneo per l'altare stesso. 
Poiché tagliare il legno dell'altare era un compito sacro, una grande mitzvà, gli ebrei celebrarono ogni anno il giorno in cui tale lavoro fu completato come una festa, simile a quella che si tiene alla conclusione di un ciclo di studio della Torà.
 
Queste sei ragioni riportate dal Talmùd sono in realtà cinque, poiché le prime due, « questo è il giorno in cui le tribù furono riunite » ed « è il giorno in cui alla tribù di Binyamìn fu permesso di entrare nella comunità » formano un solo concetto: entrambe esprimono l'idea che i membri di una tribù potessero sposarsi con quelli dell'altra.
 
15 di Av, controparte del 9 di Av
 
I cinque eventi che caratterizzano il 15 di Av, in se stessi non sembrano adeguati per renderla una festa più importante di qualunque altra. C'è un ulteriore ragione che le abbraccia tutte.
 
Il quindici del mese è il tempo in cui la luna raggiunge la sua completa pienezza. Il calendario ebraico è lunare e, affermano i nostri Saggi , gli ebrei sono paragonati alla luna. Così come la luna cresce e poi decresce, altrettanto gli ebrei, nonostante si trovino temporaneamente su un piano spirituale e fisico basso, si possono rialzare. Il 15 di Av, momento in cui la luna raggiunge il suo fulgore, simboleggia la rinascita del popolo ebraico.
 
Ci sono, comunque, altri undici mesi in cui la luna è piena il giorno quindici. Inoltre, in due di questi mesi, Nissàn e Tishré, il quindici corrisponde all'inizio delle festività di Péssakh e Succòt . Cos’è, dunque, che distingue Av in modo particolare? In Israele non c'erano feste più grandi del 15 di Av?
 
Possiamo trovare la risposta se spostiamo la nostra attenzione su un altro giorno del mese di Av: il giorno 9. Tishà B'Av è il giorno in cui fu distrutto il Bet Hamikdàsh: il primo per mano di Nevukhadnetzàr, nel VI sec. a. e.v.; il secondo nel 70 e.v. sotto i colpi dei romani, e che costrinse il popolo ebraico all’esilio. Tragedie che sono il risultato delle trasgressioni degli ebrei. Tisha B'Av è il momento più drammatico della vita ebraica fisica e spirituale.
 
Ma queste tragedie non sono senza scopo. « La discesa ha come scopo l'ascesa », e più profonda sarà la discesa, più grande è l'ascesa che ne consegue. E, in modo particolare, è dopo il terribile declino di Tisha B'Av che possiamo raggiungere le altezze più elevate, che sarebbero altrimenti inaccessibili. Così, il 15 di Av - quando la luna è nella sua pienezza - rappresenta l'ascesa del popolo ebraico. Un’ascesa che, seguendo  la caduta di Tisha B'Av, porta ad altezze ancor più elevate di quelle del 15 di Nissàn o di Tishré (Péssakh e Succòt).
 
I cinque eventi festivi del 15 di Av, sono la controparte dei tragici cinque eventi di Tisha B'Av. Il 15 di Av trasforma il male di Tisha B'Av nel più grande dei beni - « mai c'erano in Israele feste più grandi del 15 di Av ». Il fine ultimo delle tragedie del mese di Av è quello di trasformarle nel bene più grande rappresentato dalla festività suprema del 15 di Av.
 
Il 15 di Av enfatizza l'amore per un ebreo
 
Il Bet Hamikdàsh fu distrutto a causa dell'odio senza motivo fra ebrei. Gli eventi del 15 di Av, contraltare  di Tisha B'Av, esprimono il concetto di Ahavàt Israèl, amore per un ebreo.
 
« Il giorno in cui alle tribù fu dato di riunirsi » e « il giorno in cui alla tribù di Binyamìn fu permesso di entrare a far parte della comunità - che sono essenzialmente un solo concetto - sono entrambe ovvie espressioni di Ahavàt Israèl (amore  incondizionato di ogni ebreo). Infatti, l'annuncio stesso che tutti gli ebrei sono ora unificati attraverso la riunione delle tribù, diventa motivo di festività.
 
« Il giorno in cui i morti di Betàr furono sepolti » e « il giorno in cui la generazione del deserto cessò di morire » similmente enfatizzano l'amore degli ebrei e l’amore di D-o, che era espresso in questi atti di bontà verso il Suo popolo.
 
« Il giorno in cui Hoshèa ben Elah rimosse le guardie che Yeravàm ben Nevàt aveva posto sulle strade, perché Israele non facesse il suo pellegrinaggio nelle festività » permettendo alle dieci tribù del regno di riunirsi con le altre due quando si recarono di nuovo a Yerushalàyim, è ancora un'idea di Ahavàt Israèl.
 
Il legno che finirono di tagliare il giorno 15, era necessario per le offerte dei sacrifici sull'altare. E l'altare, dicono i nostri Saggi, rimuove e nutre, rende amati, perdona; « rimuove » significa rimuove i decreti malvagi da Israele, e « rende amati » significa rende amati dal loro Padre: è ancora l'idea del fomentare amore.
 
In aggiunta alle ragioni enumerate dal Talmùd per l'importanza del 15 di Av, tutte associate con Ahavàt Israèl, la Mishnà stessa dà una spiegazione: « Poiché in questi giorni le figlie di Yerushalàyim… uscirono e danzarono nelle vigne dicendo: ‘O giovinetto, alza gli occhi e guarda colei che scegli per te. Non porre il tuo sguardo sulla bellezza bensì sulla buona famiglia. Fallace è la grazia e vana la bellezza, una donna che teme di D-o è quella da lodare...’ »
 
Il Talmùd elabora questo tema e spiega che « le figlie di Yerushalàyim uscivano (vestite) in abiti bianchi presi in prestito, così da non porre in imbarazzo quelle che non ne avevano ». Questo esprime chiaramente l'idea di Ahavàt Israèl.
 
Il tema comune che si cela dietro i cinque avvenimenti del 15 di Av  è, quindi,  Ahavàt Israèl.
 
Traduzione di G.P. - Tratto dal Lubavitch News.

Pubblicato domenica 7 agosto 2011 alle 18:14:21

 
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